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  Cassandra [[[[ Jumpin' someone else's train ]]]]
 
Diario
 


È passata alla storia (o alla leggenda) come una strega, una fattucchiera, l'uccello del malaugurio. Era solo una ragazza intelligente che disse "per favore, prima di tirarci in casa un regalo di quei furbastri degli Achei, perché non proviamo a vedere che sorpresa c'è dentro?" Non la ascoltarono; e poi diedero la colpa a lei. Ci provò anche Laocoonte, ma lo ammazzarono subito e dissero che erano stati gli Dei. Cassandra in quel momento fu risparmiata (anche perché era figlia del re); ma poi finì prigioniera ad Argo, disse di nuovo qualche verità scomoda e fu assassinata da Clitennestra. Mi è capitato varie volte nella vita di trovarmi nel ruolo di Cassandra, oppure in quello del troiano stupido. Ci vanno sempre di mezzo tutti e due; quindi spero proprio, questa volta, di non essere né l'una, né l'altro. Ma ci sono molti motivi per non stare tranquilli. Timeo Danaos, et dona ferentes.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


18 novembre 2005

[ de leggere leggero ]

105, linea autobus Casilina, e vicino via Principe Eugenio noto altri negozi ChineseStyle con nomi interessanti, più di quello che vendono: "Capitali d'oro", "Fiume d'oro", Powerland". Sono scettica. Poi ne vedo uno [ dei cinesi ] uscire dal negozio e salire su un'Audi nuova fiammante. Allora i nomi opulenti non sono casuali, penso. Ed io, poveraccia, che giro in Renault Twingo! Metro B, Termini/Laurentina. Mi siedo, col libro in mano, cone le cuffie a penzoloni e gli Smashing Pumpkins old style. Leggono tutti, Primo Levi, Telesette, DonnaModerna, Tex, Liala [...]. La signora di fronte a me che legge un libro di cui non riesco a captare il titolo vede il mio chiuso [perchè, no, io non sto leggendo, guardo gli altri leggere], la scruto dietro gli occhiali da sole mentre si sforza di leggere i caratteri del mio titolo al contrario. Quando capisce, mi guarda velocemente e poi fa una faccia inorridita, come per dire "mioddio, figlia_mia, macchettileggi", e si rituffa nel suo capolavoro letterario. Eur Magliana, scendono tutti, pure la signora scettica, veloce, e rimango io, un rumeno accanto a me, una ragazza giù in fondo con pantaloni da zampognara, calze velate bianche, calze a rete grigia sopra, calzini bianchi ancora sopra, e sneackers, capelli biondo smunto. Più in là, una signora con una busta che contiene un mandarino. Laurentina. Scendo anch'io, e l'aria è fredda stamattina.

                                               

                                              [ shot: metropolitana di Atene ]







permalink | inviato da il 18/11/2005 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

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