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  Cassandra [[[[ Jumpin' someone else's train ]]]]
 
Diario
 


È passata alla storia (o alla leggenda) come una strega, una fattucchiera, l'uccello del malaugurio. Era solo una ragazza intelligente che disse "per favore, prima di tirarci in casa un regalo di quei furbastri degli Achei, perché non proviamo a vedere che sorpresa c'è dentro?" Non la ascoltarono; e poi diedero la colpa a lei. Ci provò anche Laocoonte, ma lo ammazzarono subito e dissero che erano stati gli Dei. Cassandra in quel momento fu risparmiata (anche perché era figlia del re); ma poi finì prigioniera ad Argo, disse di nuovo qualche verità scomoda e fu assassinata da Clitennestra. Mi è capitato varie volte nella vita di trovarmi nel ruolo di Cassandra, oppure in quello del troiano stupido. Ci vanno sempre di mezzo tutti e due; quindi spero proprio, questa volta, di non essere né l'una, né l'altro. Ma ci sono molti motivi per non stare tranquilli. Timeo Danaos, et dona ferentes.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


18 settembre 2007

myspace

blog lasciato al suo destino per mancanza di tempo, o forse, di argomenti, o più probabilmente, di voglia.





I'm here, now.











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28 gennaio 2007

is that all?

Un po' ho paura. Sono destabilizzata, lo so, non so dove arrivo, senza limiti e confini. L'attimo di euforia, e l'attimo di terrore, l'attimo del ma cosa sto facendo, l'attimo del chissenefrega.

No hidden catch, no strings attached, just freelove.




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8 gennaio 2007

Lo-lee-ta

Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta.
She was Lo, plain Lo, in the morning, standing four feet ten in one sock. She was Lola in slacks. She was Dolly at school. She was Dolores on the dotted line. But in my arms she was always Lolita.








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8 settembre 2006

A natural disaster

no matter what i say no matter what i do
i can't change what happened
no matter what i say, no matter what i do
i can't change what happened
you just slipped through my fingers
and i feel so ashamed
you just slipped through my fingers
and i've paid











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14 luglio 2006

Wouldn't you miss me at all?

Dark Globe
Syd Barrett

Oh where are you now
pussy willow that smiled on this leaf?
When I was alone you promised the stone from your heart
my head kissed the ground
I was half the way down, treading the sand
please, please, lift a hand
I'm only a person whose armbands beat
on his hands, hang tall
won't you miss me?
Wouldn't you miss me at all?
The poppy birds way
swing twigs coffee brands around
brandish her wand with a feathery tongue
my head kissed the ground
I was half the way down, treading the sand
please, please, please lift the hand
I'm only a person with Eskimo chain
I tattooed my brain all the way...
Won't you miss me?
Wouldn't you miss me at all?










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19 giugno 2006

(...)

...condannata ad attendere.
fanculo le attese!





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17 giugno 2006

shine

( Ne scriverò, perchè è l'ultima ed unica cosa che posso fare per capire.
Ma poi, capire cosa? quello che già so. Perchè in fondo, l'ho già capito, ma ancora, ancora no, non me lo sono detto. E' comodo fare così, rimanere inerti, aspettando che la vita ed il corso delle cose cambi quello che se avessi più forza cambierei da sola, ma che per paura ancestrale non cambio.
Dopo un tale tempo solitario, torno a splendere, ma non avrei voluto mai tornare a splendere scottando la pelle di un'anima pura posta lungo il mio cammino. Non avrei voluto mai scottare, non voglio farlo, ma è come se qualcosa dentro di me, un filo invisibile, una corda si stesse tirando fino alla spasimo. non riesco a fare a meno del pensiero, e non capisco perchè, come mai è stato possibile. Sono ancora capace di sentirmi così, dunque? mi ritrovo pensierosa, a lisciarmi le gambe, e nascondere imbarazzo e mal di stomaco, a nascondere quest'euforia notturna ed inquietante, a chiudere gli occhi come sapevo fare bene solo pochi anni fa, quando vivevo completamente fuori dal mondo senza contare il tempo, senza vergognarmi mai di amare chi non dovevo, quando ero persa nel mio vortice di tomenti ed estasi nella mia vita parallela.
C'è qualcosa di caldo, c'è qualcosa di buono in te, in te, in te. Se riapro gli occhi vedo le sbarre, quelle della mia gabbia dorata dove mi sono chiusa, dove passo pomeriggi, serate, ore, secondi in totale solitudine, nella perenne attesa di un'ideale d'amore che mi sono creata per riempire la mia sintetica vita sentimentale. E poi, bianco e nero, freddo e caldo, silenzioso ed eloquente, mi ritrovo a combattere contro di te; e se combatto non lo faccio per me. Vorrei non combattere, per mio puro egoismo; ma se non combatto verrò sopraffatta da ciò che sono davvero, da ciò che mi emoziona; e non posso permettere che questo succeda con te come controparte. Non voglio spogliarti dei tuoi abiti, e nemmeno tirare nessun filo, non voglio intaccare la tua splendida entità. Non devo, anzi, però vorrei, invece.

Ho deciso solo di godere, in silenzio, senza tirare fili, di quest'attimo che mi regali. Di questa luce strana, colma di riverberi, di silenzi, di cose che sono ancora in grado di assaporare, di gentilezza, morbidezza, di intuito, di affinità, di splendore, di sentimento ed emozione. Non strapperò il fiore dal prato, perchè non posso permettermi potere alcuno di chiudere nulla in nessun vaso incolore.
Non mi sentirò mai in colpa. Non sono più capace di sentirmi in colpa. Sto vivendo solo quello che mi spetta, e per nessuno mai me ne priverò. Ti terrò fuori da tutto questo. Sarò sola, anche in questo. Andrà bene anche così, se serve a nasconderti da me.

No hidden catch
No strings attached
just free love )




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16 giugno 2006

[...]

just one caress




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2 maggio 2006

Fade to Grey

Fade to Grey

Devenions gris

One man on a lonely platform
One case sitting by his side
Two eyes staring cold and silent
Show fear as he turns to hide We fade to grey (fade to grey)
We fade to grey (fade to grey)

Un homme dans une gare isolée
Une valise à ses côtés
Deux yeux fixes et froids
Montrent de la peur lorsqu'il se tourne pour se cacher

Sens la pluie comme un été anglais
Entends les notes d'une chanson lointaine
Sortant de derrière un poster
Espérant que la vie ne fût si longue

Feel the rain like an English summer
Hear the notes from a distant song
Stepping out from a back drop poster
Wishing life wouldn't be so long

We fade to grey (fade to grey)
We fade to grey (fade to grey)














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12 gennaio 2006

meglio tardi che mai

...ieri, finalmente, sono riuscita a fare il cambio di stagione.






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13 dicembre 2005

[...]

Circa 35 minuti fa, mentre io mettevo in moto la macchina e la facevo scaldare, e guardavo dispiaciuta dal finestrino una siringa sporca di sangue, usata nella notte da qualche disperato e gettata tra gli aghi di pino, Tookie Williams è stato giustiziato. Quanto è poi giusto usare un termine derivato dalla parola giustizia per denominare quest'azione? Davvero non lo so, non so mai come pormi. Mi provoca la stessa confusione ed incredulità che mi provoca quella siringa. Chissà chi c'è dietro a quel drogato che si annienta, chi c'è dietro alla persona che va a morire cosciente.
Non penso che lo saprò mai. Non so dare dimensione a tante cose.




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12 dicembre 2005

sickness

Stanotte ho sognato di andare a ballare sulla spiaggia, con vari amici, in compagnia inoltre di Spud e Renton di Trainspotting. Spud ci provava con me come un dannato, e io ballavo come una sirena ubriaca. Però Renton non mi guardava per niente, e questa cosa mi dava molto noia. Eppure quel libro l'ho finito un sacco di tempo fa, e il film l'ho visto l'ultima volta lo scorso anno. Sarà forse che devo staccare dall'interno dell'armadio quel poster che ho con le loro facce drogate, che ogni mattina mi scrutano mentre scelgo maglietta e pantalone. Penso proprio di sì. Che poi, Rent nel sogno era davvero carino.










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5 dicembre 2005

[ entropia ]




[  I love you sometimes, always never  ]










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28 novembre 2005

This means nothing to me, oh Vienna




scivolo via nel gelo urbano, questo davvero non significa niente per me




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21 novembre 2005

[ ... ]

è sfiancante vedere le foto della gente che sorride soddisfatta mostrando agli obiettivi il bigliettino numerato per assistere al processo della Franzoni. davvero, mi fa schifo.




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18 novembre 2005

[ de leggere leggero ]

105, linea autobus Casilina, e vicino via Principe Eugenio noto altri negozi ChineseStyle con nomi interessanti, più di quello che vendono: "Capitali d'oro", "Fiume d'oro", Powerland". Sono scettica. Poi ne vedo uno [ dei cinesi ] uscire dal negozio e salire su un'Audi nuova fiammante. Allora i nomi opulenti non sono casuali, penso. Ed io, poveraccia, che giro in Renault Twingo! Metro B, Termini/Laurentina. Mi siedo, col libro in mano, cone le cuffie a penzoloni e gli Smashing Pumpkins old style. Leggono tutti, Primo Levi, Telesette, DonnaModerna, Tex, Liala [...]. La signora di fronte a me che legge un libro di cui non riesco a captare il titolo vede il mio chiuso [perchè, no, io non sto leggendo, guardo gli altri leggere], la scruto dietro gli occhiali da sole mentre si sforza di leggere i caratteri del mio titolo al contrario. Quando capisce, mi guarda velocemente e poi fa una faccia inorridita, come per dire "mioddio, figlia_mia, macchettileggi", e si rituffa nel suo capolavoro letterario. Eur Magliana, scendono tutti, pure la signora scettica, veloce, e rimango io, un rumeno accanto a me, una ragazza giù in fondo con pantaloni da zampognara, calze velate bianche, calze a rete grigia sopra, calzini bianchi ancora sopra, e sneackers, capelli biondo smunto. Più in là, una signora con una busta che contiene un mandarino. Laurentina. Scendo anch'io, e l'aria è fredda stamattina.

                                               

                                              [ shot: metropolitana di Atene ]







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8 novembre 2005

on-off

Sono stanca, e confusa. Aspetto, ma non so cosa. Aspetto, avendo paura di ciò che arriverà.




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7 novembre 2005

mau

quasi quasi non sopporto più tutto questo clicchettìo, rollìo, sbatacchìo dei mouse sulle scrivanie. [click_clikClickCLik. roll,roll,roll,roll].




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6 novembre 2005

still raining here in rome

Cercavo nel mio vecchio pc di casa, quello senza antivirus, quello che uso solo come backup, delle vecchie mail, che non ho poi trovato, forse le ho cestinate definitivamente. Mi odio quando butto via le cose negli attimi di rabbia e di catarsi. Erano mail importanti, dense. Cercavo poi un foglio excel dove avevo archiviato dei vecchi numeri di cellulare; quello l'ho trovato, ma stranamente non c'era il numero della persona che mi interessava. Chissà che non abbia cancellato pure quello? Comunque, forse è un segno del destino che io non abbia trovato ne' l'uno, ne' l'altro. In compenso è apparso il numero di Alessandro, segnato come "Roscio cell". Sono rimasta senza fiato quando l'ho visto. E' l'unico numero che ho dentro quell'excel di una persona che non c'è più. Ci sono rimasta così male a trovarmi di fronte a questa realtà. Certe cose sembra di dimenticarsele a volte. Oscar Wilde diceva che "non c'è nulla di peggio che dimenticare, se non forse l'essere dimenticati"....e, Alessandro, cito questo aforisma per lasciarti intendere che al contrario di ciò, tu il rischio di passar via dalla mia mente e dal mio cuore, Tu, non lo corri di certo.Non hai incrociato la mia strada senza un disegno e senza un senso, di questo sono certa. Queste parole sincere e pensierose sono la prova che tu sei rimasto, hai disegnato delle forme sul foglo della mia vita, e ora interpretandole acquistano il senso di ciò che di positivo e solare hai impresso nella mia mente, impresso a fuoco.
L'uomo tende sempre a cercare il bene, e io tendo a cercare il bene di tutta la vita che ti ha circondato, ed ora cerco sempre di prendere un po' di bene in più, anche per te, e me lo nascondo nella saccoccia, che quello poi un giorno spetterà a te. Sandro, Sandro.
Mi torni spesso in mente, e ti ricordo come se fossi sempre qui, dall'altra parte del quartiere, come lo scorso anno.





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5 novembre 2005

pleasure, little treasure

Sì, stasera suppongo sia stato un bene non uscire. Ero pesantemente tentata, ma ragionando, le piogge romane di novembre mi infastidiscono, e mi rendo conto che, seppur sbagliando, a volte è un bene che la mia parte razionale abbia la meglio su quella che è la mia matrice sottilmente disturbata. Mi giravo nel letto, cercando di capire da cosa viene fuori questa mia smania, questa ricerca sfiancante del mondo, delle esperienze che assopita da mesi, salta di nuovo fuori, come un baco dalla mela lucida,rossa, profumata. Baco tentatore, cattivo, amorale. Oserei dire sensuale, se non avessi paura della convinzione con cui lo affermo. Penso di avere labbra, mani, occhi sensuali. A volte invece penso di aver perso per strada questo potere, e mi dico "che fortuna". Invece mi guardo allo specchio certe volte, e penso a quanto potrebbe servire sfruttarlo, quando sento questo potere rinvigorito. Ma perchè poi?
Cos'è la sensualità? Cosa vuole da me?




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4 novembre 2005

wanna

wear these shoes









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2 novembre 2005

D, Senigallia, laurea in Scienze agrarie, Carabiniere, 28 anni.

Stazione di S, in Umbria. Ore 20,15. Sonnecchio, leggo la Fallaci, sbircio il libro del mio coinquilino di sedile, un ragazzetto che studia le varchar ed i floating, e mentre ero girata sul fianco a dormire mi ha dato una gomitata sulla vita e mi ha fatto saltare per il solletico. Lo soffro da morire, lì.
Il capotreno annuncia che la linea è interrotta fino a B per un problema alla linea aerea, che ci saranno almeno 150 minuti di ritardo. Ecco fatto. Si fuma sul bordo dello scalino, che fuori diluvia e manda lampi a giorno. Parlo con una signora che mi mostra la foto del nipotino sul cellulare. Poi parlo con te, D, ti chiedo da accendere, fai il carabiniere a Roma, sei di Senigallia. Sei altissimo, somigli tanto, ma tanto, ad A, sì, proprio tu, quello di Piazza Vittorio. Gli occhi, in special modo. Bello, ad ogni modo. Con quegli occhi furbi e timidi mi sbirci, ci fumiamo svariate sigarette insieme, come se il ritardo di tre ore non ci toccasse. Ti offro un caffè, hai persino la sua fottutissima, spassosissima, intrigantissima parlata marchigiana. Che fai, che non fai, a Roma ho pochi amici, esco sempre coi colleghi, eh già ma così non stacchi mai [potrei prendermi il tuo numero, esci con me_lemieamiche per una birra, chennesò, ti faccio vedere Roma, ah, vorresti visitare le periferie? ti assicuro che sono bellissime, e sfornano gente come me]. Ci trasbordano su un un pulman per portarci alla stazione più vicina a prendere il pendolino di cambio, non ci perdiamo d'occhio un attimo, salgo sul primo che trovo e arraffo due posti mentre tu sistemi la valigia giù, come avrei fatto per mio fratello, per il mio ragazzo, ed avrei lottato e litigato con le vecchiette e con le mamme per tenerti quel posto vicino a me.
Sei altissimo, non c'entri nel sedile, le tue ginocchia stanno strette alle mie, gioco nervosamente col telefono, mangio una gomma, tu non la vuoi, sogno una sigaretta, e sono ebbra di questa notte così strana. Scendiamo, fumiamo ancora, ridiamo e alle 23 passate il treno riparte. Ovviamente siamo seduti vicini. Parliamo tutto il tempo, anche con A, nostro compagno di sventura, che ad un certo punto dorme. Tu devi arrivare sull'Aurelia. Io altrove. Arriviamo a Termini, penso, gli chiedo il numero, ma mica per niente, è sempre bello conoscere le persone così, magari nasce un'amicizia, magari non ci si vede mai più. Saluto A, io sono arrivata, esco a destra binari alle spalle, tu devi andare a sinistra dal taxi. Ti guardo, mi guardi. Non ti chiedo il numero, tu nemmeno, mentre A ci guarda e ci dice alla prossima. Ciao, è stato un piacere. Esco dalla galleria, ecco papà che mi aspetta, è l'una di notte, piove a dirotto.
Fine della storia.
Teorema #1: Se qualcuno tiene un posto in treno per te, sotto sotto c'è Impuls[e_o].
Teorema #2: I treni passano e si perdono, ma anche se in orario, senza biglietto non si sale.











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27 ottobre 2005

amarcord. xxx3 is something very strange.

Ho riletto parecchi posts scritti quasi tre anni fa. Rileggevo delle attese mediorientali, delle sublimazioni di tali attese, di alcune aspirazioni che oggi non ricordo più, di cui non ricordo più la forma, il sapore. Quanto sono cambiata. Quasi 27 anni. Quante realtà vedo, che prima non vedevo, che prima non cercavo, che prima non volevo, e che adesso sono pane quotidiano, ossessione notturna e diurna. Sono cambiata tanto, in tre anni. Non ho nessuna foto da abbinare a questi pensieri.




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24 ottobre 2005

[try walking in my shoes]






Adoro queste scarpe, dieci sterline al solito Camden Lock.
Praticamente mi sono costati di più i calzini gessati.
[scatto, esterno ufficio, di fronte supermarket]




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19 ottobre 2005

things, my room

Magliettina by VinMag of London, proprio dietro Piccadilly, e cds taken in varie parti, da Roma a Bologna ai mercatini di Camden Lock & Portobello St, August 05.









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19 ottobre 2005

Finalmente...

...sei arrivato.
Io Te Lo Dico





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15 ottobre 2005

Poste Italiane


Inglesissima fila, italianissimo ufficio postale nevrotizzato, casareccio e litigioso.
Fichissimo cd da spedire. Fatto tutto: tempo totale di running, 37 minuti.
Now playing : Echo and The Bunnymen - A promise.








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12 ottobre 2005

quasi_lunch_time

[altro che mecche]










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10 ottobre 2005

esterna_giorno esterna_notte

[comunque vada, tutta una fila, da casa mia all'ufficio]










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10 ottobre 2005

*.*


Non senti sconcerto? Posso...avere il tuo deserto?

 *  *  *  *  *  *
*  *Ê *e&** *ã&*ù
*Ç ** *}&*f&*Ï **
   *f&**&*ã    *m&
   *Ï ** **&   *d
   *Ï&*å&*Ê    *h&

Razionalità, razionalità.




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